Le molte incognite sulla politica climatica USA a seguito delle elezioni presidenziali americane, riportano l’UE al centro del panorama internazionale di lotta al cambiamento climatico.
La EU ETS Compliance Conference, tenuta l’8 e il 9 novembre a Bruxelles, è stata l’occasione per fare il punto sul livello di implementazione dello schema e sulle prospettive future.
Jos Delbeke, Direttore Generale della DG Climate Action ha posto con forza l’attenzione sul livello operativo: “il successo di Marakkech si basa su tre cose: implementazione, implementazione e implementazione”.
Il sistema di MRV (monitoraggio, rendicontazione e verifica) rappresenta l’ossatura dell’EU ETS ed è visto con sempre maggior attenzione all’estero, soprattutto per gli aspetti di verifica di parte terza e di accreditamento, tanto da essere ormai denominato MRVA. In Italia l’accreditamento è gestito da Accredia, che opera all’interno dell’accordo multilaterale degli enti di accreditamento della Ue (EA-MLA).
L’Ue ha supportato la creazione di una prima esperienza ETS in Corea del Sud (2015-2017) e lo sviluppo di una fase pilota in Cina, con il coinvolgimento di circa 10.000 organizzazioni.
Numeri ancora piccoli per il gigante asiatico, ma già simili a quelli dell’attuale sistema europeo.
L’EU ETS vede, infatti, la partecipazione di 10.944 impianti, di cui più della metà, 5.700, sono piccoli emettitori (< 25.000 t di CO2). Gli operatori aerei sono circa 500, anche in questo caso con una predominanza da parte dei piccoli emettitori.
L’ampia presenza di piccoli emettitori spiega la ragione per cui uno dei messaggi principali emersi dalla conferenza è la necessità di semplificazione. Ciò non può andare evidentemente a discapito dell’affidabilità del sistema complessivo, per cui la sfida non sarà sicuramente banale.
Interessante notare anche i movimenti a livello internazionale sul fronte dell’aviazione civile e del settore marittimo.
L’ICAO, nel primo caso, ha recentemente approvato lo schema “CORSIA” (Carbon Offseting and Reduction Scheme for International Aviation) per gestire tutte le emissioni del settore aereo a partire dal 2020. Lo schema prevede una fase pilota (2021-23), una di consolidamento delle metodologie (2024-26) e una d’implementazione (2027-35). L’obiettivo è una sorta di stabilizzazione delle emissioni rispetto ai valori del 2020 che saranno presi come riferimento nel tempo. CORSIA è una risposta allo schema ETS sviluppato dall’Ue per gli operatori aerei, però considerata di basso livello di ambizione. Per questo non è chiaro se l’EU ETS per l’aviation sarà ritirato o mantenuto anche in futuro.
Novità anche dal fronte marittimo, dove l’IMO ha deciso la settimana scorsa a Londra di sviluppare un sistema internazionale di MRV per il settore, in risposta al Regolamento 757/2015 della Ue, rivolto a tutte le navi con stazza maggiore di 5.000 t.
In questo caso la situazione è più complicata perché l’IMO ha rimandato alla prossima primavera le decisioni sugli aspetti operativi dello schema, proprio alla vigilia dell’avvio dello schema europeo, con la prima scadenza prevista per agosto 2017.
Anche in questo caso difficile prevedere se lo schema internazionale vivrà in parallelo con quello europeo, o se vi sarà una convergenza verso un unico strumento.
Indipendentemente dalla scelta finale, è certo che navi e aerei in transito nei porti e aeroporti europei saranno chiamati a rendicontare le proprie emissioni di CO2.
Indipendentemente da chi è stato appena eletto Presidente negli USA.




