Arriva da Copenaghen una notizia forse destinata ad essere relegata nella sezione "Strano ma vero" della Settimana enigmistica, ma che meriterebbe uno spazio di rilievo nei quotidiani nazionali. Per la prima volta il numero delle biciclette sulle strade cittadine ha superato quello delle autovetture. Non stupisce che ciò avvenga nella capitale danese, da anni impegnata a trasformare radicalmente la mobilità cittadina in chiave di sostenibilità. È questa l'occasione per riflettere sul significato della centralità "di ritorno" della bicicletta. In passato ciò era simbolo di arretratezza economica, quando le strade cinesi invase da biciclette rappresentavano un segnale di sottosviluppo. Oggi è vero il contrario. La bici ha spazio nei paesi più sviluppati e sostenibili. Quelli che investono in parallelo sulle energie rinnovabili e sono determinati ad accelerare l'uscita dall'economia delle fonti fossili. Gli effetti collaterali sono la maggiore vivibilità delle strade e delle città e la maggiore salubrità dei cittadini che con l'uso della bici migliorano il loro stato di salute generale. Dobbiamo solo scegliere tra le strade di Copenaghen e quelle di New Delhi...
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