Un recente articolo del The Guardian ribadisce quanto era ormai nell'aria da tempo: il carbone è ormai arrivato al capolinea. Non era, però, così scontato quanto ciò sia dovuto a ragioni economiche prima ancora che alle politiche sul cambiamento climatico.
Secondo uno studio citato dal The Guardian, basato su dati dell'Energy Information Agency (EIA), già oggi i 3/4 dell'energia prodotta dal carbone negli USA è più costoso rispetto alla produzione da fonti rinnovabili e dal 2025 non ci sarà più competizione: l'energia prodotta dal carbone sarà sempre più costosa di quella da fonti rinnovabili.
Si delinea così un quadro economico che sembra ridimensionare la portata politica di molti obiettivi nazionali di eliminazione del carbone al 2025, come quello confermato dall'Italia all'interno della Strategia Energetica Nazionale (SEN), trasformando di fatto una volontà politica in una necessità economica.
L'importante adesso è dare attuazione concreta a questa fondamentale transizione. Nel caso di ENEL, secondo quanto dichiarato dal suo Amministratore Delegato Francesco Starace, 3 delle 5 centrali a carbone italiane, Venezia-Fusina, La Spezia e Sulcis-Portoscuso non andranno oltre il 2021, mentre le ultime due a chiudere saranno Brindisi e Civitavecchia, entro il 2025.
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