Le richieste avanzate dal mondo produttivo possono sostanzialmente essere ricondotte a meccanismi di incentivazione economico- finanziaria, da una parte, e ad una progressiva modifica dei rapporti con gli Enti di controllo, al fine di arrivare al superamento del command and control, dall'altra. In questi ultimi anni vi sono state diverse iniziative finalizzate a soddisfare il primo punto, sia a livello locale sia nazionale. Basti pensare al ben noto sistema di finanziamento legato alla Legge 488/92, che facilitava l'accesso al finanziamento alle aziende già in possesso di un SGA certificato, o comunque intenzionate a raggiungere la certificazione entro una scadenza stabilita. Ciò ha portato a un'ampia diffusione dell'applicazione della UNI EN ISO 14001 nel Sud Italia, sul cui livello di rigore potrebbe essere interessante un approfondimento che ci porterebbe, però, lontano dall'obiettivo di questo articolo. Più complessa è stata la ricerca di una concreta risposta alla seconda richiesta. Infatti, il superamento del command and control non poteva essere inteso come lo smantellamento del sistema del control da parte di Enti la cui finalità, anche con compiti di Polizia Giudiziaria, è proprio quella di controllare chi non è conforme ai dettami cogenti definiti negli anni dal legislatore in ottica di command. Il superamento del command and control deve così essere inteso come un graduale mutamento di comportamento da parte dei diversi soggetti in gioco che consenta il passaggio da una logica di contrapposizione, anche conflittuale, verso una dinamica di trasparenza, fiducia e infine collaborazione, nel rispetto dei diversi ruoli professionali. I due punti principali in cui è possibile un sostanziale cambiamento in termini di rapporto Impresa/Ente pubblico sono rappresentati dalla modifica dei sistemi di controllo e dalla semplificazione del regime autorizzatorio. La portata di tali mutamenti è talmente ampia che il loro raggiungimento completo non può essere demandato esclusivamente ad atti normativi, ma necessita di un graduale mutamento culturale da parte del soggetti in gioco. Le difficoltà maggiori si riscontrano certamente sulla parte dei controlli ove il ruolo ispettivo, comprendente l'attività di Polizia Giudiziaria, prevede delle naturali rigidità di sistema non superabili con molta facilità. Ciò nonostante, vi sono alcune iniziative che stanno cercano di diffondere la logica degli audit dei SGA anche tra gli Enti i controllo, come nel caso dell'ARPA del Veneto in cui una trentina di tecnici hanno partecipato ad un corso di qualifica per auditor di SGA, collegato ad un progetto pilota finalizzato alla verifica dell'affidabilità dei SGA delle aziende del distretto conciario della Valle del Chiampo. Discorso diverso vale invece per la parte di semplificazione autorizzativa, dove il soggetto deliberante possiede taluni margini di autonomia e discrezionalità nella costruzione del percorso dell'istruttoria e nel rilascio dell'autorizzazione stessa, anche per la parte riguardante eventuali prescrizioni integrative a quanto stabilito dalla normativa vigente. In questa direzione è maturata la volontà dell'Amministrazione Provinciale di Vicenza di dare un forte segnale di collaborazione a quella parte del mondo imprenditoriale locale che riconosce nell'efficace gestione ambientale una variabile di successo competitivo.
IL PROGETTO ARCA DELLA PROVINCIALE DI VICENZA Tra il variegato panorama delle Amministrazioni provinciali italiane, Vicenza figura come una realtà decisamente attiva ed efficace, in cui il Progetto ARCA non figura sicuramente come una spinta isolata o un'idea estemporanea. Per inquadrare meglio l'Amministrazione provinciale di Vicenza, è utile ricordare come la stessa Provincia:
- sia titolare di un Progetto Life (GIADA) per l'applicazione di EMAS a livello di Distretto conciario;
- abbia dei tempi medi di rilascio delle autorizzazioni compresi tra i 2 e 3 mesi;
- già dal 1996 abbia previsto, nel campo delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, "facilitazioni prescrittive" per le imprese aderenti ai sistemi di ecogestione ed audit ambientale;
- dal 1998 abbia introdotto procedure di controllo integrativo, ad esempio sulle emissioni di COV nel settore della rifinizione delle pelli, anziché limitarsi al solo controllo analitico degli SOV al camino, che nel caso specifico non riuscivano a rappresentare fedelmente la realtà produttiva. Ciò senza intaccare il rigore nei compiti di controllo che le competono, come in più occasioni è stato dimostrato con provvedimenti di sospensione e/o chiusura di Imprese produttive che operavano in difformità agli obblighi di legge vigenti. Matura così l'idea di sviluppare una procedura semplificata per il rilascio delle autorizzazioni in materia di acqua, aria e rifiuti. Le motivazioni specifiche che hanno stimolato la realizzazione di questo progetto sono principalmente:
- l'esigenza di valutare un sito produttivo nella sua interezza, superando il frazionamento di competenze nell'ambito della stessa Amministrazione, per analizzare la totalità dell'impatto ambientale correlato con l'attività produttiva;
- la diversa affidabilità delle certificazioni dei SGA riscontrata sul territorio dal personale del Dipartimento Ambiente, e dell'ARPAV, dove la presenza di alcune certificazioni/registrazioni "di facciata", oltre a creare una distorsione di mercato nei confronti delle altre aziende certificate, talvolta non garantiscono nemmeno il livello minimo di conformità alla legge;
- la consapevolezza del forte sviluppo delle certificazioni/registrazioni di SGA che si avrà in futuro di fronte alle quali l'Ente pubblico deve porre particolare attenzione al fine di monitorare l'affidabilità complessiva del sistema;
- l'attenzione che il legislatore nazionale ha posto verso le imprese certificate e/o registrate, al fine di premiare chi adotta gli strumenti volontari dei SGA; A conferma di quest'ultimo punto, basti ricordare quanto definito dall'art. 18 della legge nº 93 del 23/03/2001. In questo articolo il legislatore intendeva sicuramente introdurre una forte segnale di riconoscimento per le aziende registrate EMAS (escludendo però quelle certificate UNI EN ISO 14001), con l'introduzione dell'autocertificazione. Purtroppo, per quanto risulta agli autori, tale norma non ha ancora trovato applicazione a livello nazionale, probabilmente anche a causa di alcuni punti del testo quantomeno di difficile interpretazione (ad es. cosa si intende per rinnovo dell'autorizzazione all'emissione in atmosfera ai sensi del d.l gs. n. 203/88, dal momento che tale autorizzazione non ha un termine di scadenza?).
LA PROCEDURA SEMPLIFICATA
La finalità della nuova procedura autorizzatoria, come si accennava in precedenza, consiste nel favorire le imprese certificate UNI EN ISO 14001 e/o registrate EMAS che applicano dei SGA effettivamente orientati alla tutela ambientale. Ovviamente l'interesse della Provincia è la creazione di un percorso semplificato e non semplicistico, con l'intento di ridurre tutti gli eccessivi appesantimenti di natura formale, senza perdere alcuna informazione di carattere sostanziale. La logica di fondo del progetto è stata quella di utilizzare al meglio le informazioni già organizzate dall'Azienda all'interno del suo SGA, estendendo la conoscenza del SGA al personale della Provincia, con l'obiettivo di creare una base di informazioni ed un linguaggio comuni. Un simile rapporto di trasparenza e fiducia deve però fondarsi su un SGA realmente efficace e non realizzato unicamente per l'ottenimento fine a se stesso del certificato. Perciò, una volta presa visione dell'Analisi Ambientale Iniziale e dei relativi Aspetti Ambientali Significativi, si procede ad un sopralluogo per verificare la reale corrispondenza tra quanto descritto nella documentazione e la realtà gestionale ed operativa dell'azienda (fig. 1). Se la visita ha esito positivo, l'Azienda potrà inviare i documenti del SGA che rispondono alle richieste di informazioni presenti nei fac-simili di domanda per il rilascio predisposti dalla Provincia, ed arrivare quindi alla stipula di una apposita convenzione con la Provincia (vedi box a sinistra). Nel caso in cui la visita abbia esito negativo la Provincia concorderà con l'Azienda un serie di azioni che, una volta attuate, consentiranno all'Azienda di rientrare nel percorso semplificato. A seguito della firma della Convenzione, l'Impresa ottiene un'autorizzazione unica in materia di acqua, aria e rifiuti e verrà di diritto iscritta nell'Albo provinciale ambientale delle aziende registrate e certificate (ARCA) con conseguente rilascio del certificato di iscrizione con il quale l'azienda viene ad avere un riconoscimento formale e di immagine verso l'esterno Il progetto viene così ad avere una duplice finalità, da un lato introduce una procedura semplificata che tiene conto della documentazione già realizzata dalle imprese in sede di certificazione/registrazione, dall'altro, premia con l'Albo provinciale ARCA le aziende che si impegnano in modo particolarmente attento verso un'efficace gestione ambientale.
CONCLUSIONI
A diversi anni dall'entrata in vigore del Regolamento EMAS e della UNI EN ISO 14001, iniziano a maturare una serie di iniziative che lasciano intravedere la possibilità di un rapporto più costruttivo e collaborativo tra le Aziende e gli Enti di controllo. La solidità di questo percorso si basa sulla reale affidabilità delle certificazioni e registrazioni esistenti a cui tutti, del mondo pubblico e privato, devono guardare con attenzione.
La prima, ma importante, esperienza della Provincia di Vicenza potrebbe stimolare altre realtà locali ed imprenditoriali verso la creazione di nuove iniziative che riducano gli appesantimenti di natura burocratica, preservando però sempre la massima attenzione alla protezione dell'ambiente.




