Lo standard UNI EN ISO 14001 è principalmente conosciuto dalle imprese come un riferimento rispetto al quale ottenere la certificazione da parte di un Ente terzo accreditato.
In realtà, la norma sui Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) non è stata sviluppata con il solo fine di consentire il rilascio di una certificazione riconosciuta, ma anche per fornire un semplice aiuto alle aziende nell’individuazione di efficaci modalità di gestione delle problematiche ambientali di un’organizzazione.
Lo stesso “Scopo e campo di applicazione” della UNI EN ISO 14001 riporta che : “La presente norma internazionale è applicabile ad ogni organizzazione che desideri: stabilire, attuare, mantenere attivo e migliorare un sistema di gestione ambientale… richiedendo la conferma della propria conformità ad altri soggetti che hanno un interesse nell'organizzazione stessa, come per esempio dei clienti…”, prevedendo in modo esplicito la possibilità di creare un rapporto diretto cliente/fornitore per la definizione e la successiva verifica di conformità di un SGA personalizzato.
Pertanto, le aziende che vogliono estendere la propria “influenza”, nell’accezione della UNI EN ISO 14001, verso i propri fornitori non devono necessariamente pretendere la loro certificazione, ma possono orientare le loro richieste in modo selettivo verso alcuni elementi dello standard ritenuti di maggiore interesse o importanza.
In quest’ottica è interessante analizzare quanto attuato da Italferr, Società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato che, svolgendo attività di progettazione, appalto e direzione/supervisione dei lavori, si trova nella particolare ed interessante situazione in cui gli aspetti ambientali di maggiore interesse sono gestiti dai propri appaltatori.
Ovviamente Italferr mantiene una grande responsabilità nei confronti del committente, generalmente rappresentato da Società interne al Gruppo quale, RFI SpA (Rete Ferroviaria Italiana), sia in termini di qualità del prodotto consegnato che in termini di rispetto dei tempi e dei costi previsti. Ne consegue che un eventuale aspetto ambientale significativo non gestito e controllato in modo adeguato può avere delle ricadute tali da compromettere il soddisfacimento di uno o tutti i requisiti attesi dal committente. La responsabilità è ancora più elevata se si considera che il cliente di Italferr è per la quasi totalità dei casi un soggetto pubblico, che impegna risorse economiche della collettività nella realizzazione di opere e servizi fortemente attesi da tutta la popolazione.
La complessità e la dimensione degli appalti ferroviari ha maturato in Italferr la necessità di tenere sotto controllo gli aspetti più critici delle attività di cantiere, attraverso strumenti più efficaci del semplice command and control previsto dalle norme di legge.
Si è arrivati così nel 2002 alla realizzazione di una prima integrazione delle prescrizioni contrattuali per i nuovi appalti di valore superiore a 15 milioni di euro, in cui si richiedeva, per la gestione ambientale dei cantieri, il soddisfacimento di alcuni requisiti della UNI EN ISO 14001.
Si era proceduto, pertanto, all’individuazione dei requisiti dello standard internazionale di maggiore interesse per la gestione ambientale delle commesse di appalto le cui attività hanno, per definizione, delle limitazioni di campo ab origine rispetto ad altre organizzazioni. Infatti, l’appaltante è tenuto alla realizzazione di un’opera già definita a livello progettuale, a condizioni tecniche ed economiche dettagliate nel contratto.
Si è ritenuto di non richiedere all’appaltatore il soddisfacimento dei requisiti relativi alla Politica ed agli Obiettivi, traguardi e Programma ambientale, in quanto ritenuti meno significativi o che potevano essere interpretati come oneri aggiuntivi al contratto.
L’attenzione è stata invece focalizzata a tutti i punti che mirano al miglioramento della conoscenza e della gestione delle problematiche ambientali, quali gli Aspetti ambientali, le Prescrizioni legali, tutta l’Attuazione e funzionamento, la Verifica ed il Riesame della Direzione.
In questo modo si è voluto passare da un sistema sostanzialmente basato sull’attività di controllo da parte dell’organismo preposto (Italferr o i soggetti istituzionali quali Ministero dell’Ambiente, Enti pubblici preposti, ARPA, AUSL) ad uno basato sul maggiore coinvolgimento dell’appaltatore nel raggiungimento dei risultati ambientali attesi del committente, in un’ottica di aperta collaborazione.
All’appaltatore è richiesta una crescita in termini di competenza, struttura organizzativa, capacità di pianificazione, di attuazione, di verifica e di riesame che gli consentono una gestione più consapevole delle proprie criticità e degli efficaci strumenti interni di controllo.
E’ comprensibile come all’inizio l’appaltatore possa reagire negativamente alla richiesta di un sistema di gestione aggiuntivo per le sole tematiche ambientali, ma nel momento in cui si rende che acquisisce anche una migliore capacità di controllo delle sue criticità, riconosce il vantaggio competitivo di impresa ed il miglioramento della propria immagine verso i clienti.
Per contro Italferr riesce meglio a focalizzare i suoi interventi e ad aumentare l’efficacia complessiva del controllo della rete degli appaltatori, dimostrando al proprio committente maggiore incisività e consapevolezza nello svolgimento del proprio ruolo.
Le attività di controllo si spostano, così, ad una logica di sistema, a partire da una prima verifica documentale del SGA, fino ad arrivare all’effettuazione di un paio di audit di seconda parte all’anno e passando per la possibilità di richiedere in ogni momento le registrazioni richieste all’appaltatore.
La correttezza del cammino intrapreso è confermata anche dalla considerazione che, da fine del 2003, il Ministero per l’Ambiente ha iniziato a prescrivere nei pareri VIA dei progetti ferroviari la gestione in accordo alla UNI EN ISO 14001 o al reg. EMAS dei cantieri.
È interessante notare come la consapevolezza che i propri aspetti ambientali maggiormente significativi siano sotto la gestione operativa di altri soggetti e che la prescrizione contrattuale rappresenti il dispositivo principe nel definire gli obblighi che l’appaltatore ha verso Italferr, abbia portato l’azienda a rivolgere la propria attenzione agli aspetti ambientali cosiddetti “influenzabili”, prima ancora di decidere di sviluppare al proprio interno un SGA in accordo alla UNI EN ISO 14001 ad anticipare di un anno
Infatti, solo di recente la Italferr ha programmato lo sviluppo e l’implementazione di un proprio SGA in accordo alla UNI EN ISO 14001 ed esteso ai propri processi principali di progettazione e controllo lavori.
Avere avviato in anticipo la richiesta di sviluppo di un SGA ai propri appaltatori consente oggi all’azienda di trovarsi nell’interessante situazione di 13 grandi appalti gestiti con un SGA per un importo complessivo per quasi 2 miliardi di euro di opere e la previsione del raddoppio di tali numeri entro un anno.
L’esperienza di Italferr ribadisce l’importanza che la UNI EN ISO 14001 ripone al grado di influenza che è possibile esercitare verso i propri fornitori, senza necessariamente richiedere la certificazione del loro SGA che, pur rappresentando una scelta possibile, non sempre rappresenta la soluzione più efficace.




