È una domanda difficile che è però inevitabile porsi.
Un recente articolo del New York Times apre con una semplice considerazione. Avere un'atmosfera più calda equivale a consentire l'accumulo di una quantità maggiore di umidità nell'aria e di conseguenza a scaricare una maggiore quantità di acqua con le precipitazioni.
L'immagine contenuta nell'articolo in cui si mette in correlazione l'andamento delle temperature e la frequenza delle pioggia estreme che hanno colpito gli USA dall'inizio del 1900 non ha bisogno di alcun ulteriore commento in merito.
Vi sono delle schiaccianti evidenze che il cambiamento climatico stia alterando le condizioni meteo. Irma e Harvey non sono causate dal cambiamento climatico, ma non sarebbero quasi certamente stati così potenti se l'aria e il mare che li hanno alimentati non fossero stati così caldi.
L'articolo continua citando un recente rapporto scientifico: "C'è una forte evidenza che il vapore acqueo legato alle maggiori temperature sia la causa principale dell'aumento degli eventi di grosse precipitazioni nella maggior parte degli USA".
Altrettanto chiara la chiusura dell'articolo. "Benvenuti nell'era delle pioggia estreme. Possiamo continuare a sostenere che sia tutta una coincidenza e osservare l'aumento delle conseguenze. O possiamo iniziare a fare qualcosa in relazione a ciò, usando meno energia sporca che sta cambiando il clima è preparandoci per un futuro inevitabilmente più caldo e piovoso".
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