Si è chiusa sabato mattina alle 7.00 la COP23 a Bonn, presieduta dalle isole Fiji.
Segnali molto interessanti dalla Bonn zone (area dedicata ai convegni, mostre e agli scambi di esperienze) dove sono stati illustrate le azioni già messe in atto dalle varie parti interessate. Da segnalare, ad esempio l'innovativa esperienza norvegese della mobilità elettrica nel navale (con ferry già in esercizio e porta-container in fase avanzata di sviluppo), la discussione avanzata su carbon pricing o la riforma dei sussidi alle fonti fossili.
Dal lato negoziale (Bula zone), interessante notare la creazioni di nuovi strumenti per riconoscere maggiormente il ruolo sia delle donne e sia delle popolazioni indigene nella lotta al cambiamento climatico.
Importante anche la presenza degli USA "anti-Trump" in tema di cambiamento climatico, con la presenza di Governatori di Stati impegnati in prima linea sul climate change (es. California e Oregon) e dell'Area America con climate action al di fuori delle zone ufficiali e in sostituzione dell'USA Climate Centre, da anni importante riferimento di discussione scientifica e politica all'interno delle COP.
Ma al di là del bilancio UNFCCC, com'è messo il nostro pianeta in termini di emissioni di CO2? I dati dell'ultimo anno sembrano invertire una tendenza di stagnazione delle emissioni mondiali o lenta regressione, come mostrato nel video sul Global Carbon budget 2017 di Future Earth.
Lo slogan della COP 23 è stato Further, Faster Together.
Ora bisogna renderlo concreto.
https://www.youtube.com/watch?v=KWKFxbA-T94




