Dopo tre anni consecutivi di riduzione, nel 2018 gli investimenti energetici si sono stabilizzati oltre i 1.800 miliardi di dollari, in accordo con i recenti dati del World Energy Investment, pubblicato dallo IEA.
Un primo segnale positivo, in ottica dell'Accordo di Parigi e della transizione verso un'economia a basso contenuto di carbonio, è la drastica riduzione delle autorizzazioni per nuovi progetti di Oil&Gas.
I segnali di miglioramenti dell'efficienza energetica e di produzioni di energia da fonti rinnovabili sono però ancora pochi.
"Gli investimenti in energia affrontano in questo momento un'incertezza senza precedenti, con modifiche di mercato, politiche e tecnologie", secondo Faith Birol, Direttore Esecutivo dello IEA, "ma il punto chiave è che il mondo non sta investendo abbastanza né verso i sistemi tradizionali di fornitura di energia al fine di mantenere gli attuali andamenti di crescita nei consumi di energia, né verso le tecnologie pulite per cambiare il sistema di produzione. Da qualunque parte la si guardi, stiamo affrontando un rischio per il futuro".
Giusta preoccupazione se si guarda anche a ciò che sta accadendo sul fronte delle rinnovabili. Dopo circa un ventennio di forte crescita annuale, il 2018 ha registrato un inaspettato stop in termini del tasso di crescita annuale, con una nuova capacità installata nel 2018 pari a 180 GW, la stessa del 2017.
Ciò mette in dubbio la possibilità di raggiungere gli obiettivi di lungo termine delle rinnovabili, visto che l'installato nel 2018 rappresenta solo il 60% dell'incremento netto annuale necessario.
"Deve essere chiaro che il mondo non può permettersi di premere il tasto 'pausa' all'espansione delle rinnovabili e i governi hanno bisogno di agire rapidamente per correggere questa situazione e consentire un più veloce flusso di nuovi progetti" conclude Birol.
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