L'attenzione dell'opinione pubblica sulla COP26 è giustamente incentrata sugli impegni di riduzione dei vari paesi, per riuscire collettivamente a mantenere l'innalzamento di temperatura del pianeta a fine secolo ben al di sotto dei 2° C d'innalzamento della temperatura, come stabilito dall'Accordo di Parigi. Ma una seria azione sul cambiamento climatico richiede che l'impegno globale sia equamente distribuito tra mitigazione e adattamento. Perché il clima sta già cambiando in modo significativo ed è necessario agire rapidamente per limitare l'entità e le conseguenze di tali danni.
È quindi molto importante il report "Adaptation Gap Report 2021" pubblicato, dall'UNEP il programma ambientale delle Nazioni Unite, e presentato alla COP26
Il rapporto rileva l'urgente necessità di intensificare i finanziamenti atti a mettere in piedi l'adattamento al cambiamento climatico. Nello specifico, il rapporto evidenzia che i costi per implementare tale adattamento nei paesi in via di sviluppo, sono da cinque a dieci volte superiori rispetto ai fondi pubblici dedicati all'adattamento e che il divario finanziario si sta ampliando.
Inoltre, anche i pacchetti di recupero messi a disposizione per la ripresa dagli effetti causati dal COVID-19 si stanno rivelando un'opportunità persa per finanziare l'adattamento al cambiamento climatico. Fino a giugno 2021, meno di un terzo dei 66 paesi oggetto dello studio, infatti, ha usufruito delle misure COVID-19 finanziate per affrontare i rischi derivanti dal cambiamento climatico.
Nel frattempo, l'aumento del costo del servizio del debito, combinato con la diminuzione delle entrate pubbliche, potrebbe ostacolare la futura spesa pubblica per l'adattamento.
È però anche da segnalare che l'adattamento al cambiamento climatico è sempre più integrato nelle politiche e nella pianificazione. Circa il 79% dei paesi ha adottato a livello nazionale almeno uno strumento di pianificazione per favorire l'adattamento, con un aumento del 7% dal 2020.
Anche l'attuazione delle azioni di adattamento continua a crescere lentamente, con i primi dieci donatori che finanziano più di 2.600 progetti tra il 2010 e il 2019, i quali hanno come focus principale l'adattamento.




