10 Luglio 2017 - angela.reggi
Amministrazione Trump: minaccia o opportunità per il clima del pianeta?
L’annuncio di Trump del 1 giugno ha gettato nello sconforto gli analisti politici del cambiamento climatico e una moltitudine di cittadini del pianeta, per il timore che ciò potesse minare un Accordo (agreement) di Parigi costruito con grandi difficoltà e ritenuto tanto importante quanto fragile.
Dopo la conclusione del G20 di Amburgo, a distanza di poco più di un mese da quell’annuncio, sembra invece che la decisione del Presidente americano sia stata un toccasana per l’accordo stesso, avendogli iniettato un’inaspettata dose di energia. Un’interessante analisi del Time arriva addirittura a considerare quell’annuncio come “la migliore mossa in avanti per evitare che l’America minasse l’implementazione dell’Accordo” (U.S. withdrawal would be the best path forward to avoid America undermining its implementation).
Sembra infatti che l’annuncio di Trump abbia svegliato dal torpore un paese che con Obama era arrivato sì ad aderire all’accordo, ma senza riuscire ad infiammare gli animi.
Trump ha invece involontariamente generato una forte reazione a livello di singoli stati, città o di rappresentanti del mondo della cultura e della società.
Lo si vede anche dall’analisi della ricerca del termine “cambiamento climatico” in Google, che ha avuto un’impressionante impennata il 2 giugno, tanto da ricordare il famoso andamento a mazza da hockey (hockey stick) delle temperature, ma ancora più accentuato nell’andamento.
È quello che è successo anche, su scala diversa, al G20 di Amburgo. Sembra che vi fosse la disponibilità del fronte “pro-accordo” a cedere qualcosa sul carbon pricing o sugli incentivi a favore delle fonti fossili, ma la posizione degli USA ha portato ad una polarizzazione che si è chiusa con lo schieramento finale di 19-1. La posizione estrema degli USA ha fatto sì che anche i paesi interessati a posizioni intermedie, come l’Arabia Saudita, si siano trovati costretti a far parte del fronte dei “falchi” del clima, non potendo sposare la posizione insostenibile di Trump contro l’Accordo di Parigi.
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