13 Febbraio 2017 - angela.reggi
Importante passo avanti per la futura ISO 14067
Il gruppo di lavoro ISO/TC 207/SC7/WG8, chiamato a trasformare la specifica tecnica ISO/TS 14067 in uno standard internazionale, ha deciso di compiere un importante passo avanti lo scorso venerdì ad Angers, Francia, al termine di una intensa settimana di lavoro.
Dopo aver discusso e risolto tutti gli oltre 530 commenti ricevuti, ha chiesto di elevare la seconda bozza di documento di lavoro (WD2) nel primo documento ufficiale (CD) da circolare a tutti gli organismi di normazione nazionale per approvazione. Il periodo di votazione del CD è previsto da metà marzo a metà maggio, per poter poi essere nuovamente discusso in occasione dell’incontro plenario dell’ISO/TC 207 ad Halifax, Canada, dal 12 al 16 giugno.
“Il WG8 ha lavorato in modo estremamente efficace, costruttivo e con pieno spirito di collaborazione per tutta la settimana”, sottolinea il Convenor Daniele Pernigotti, “dimostrando di avere piena consapevolezza dell’importanza di uno standard sulla CFP nel contribuire alla drastica riduzione delle emissioni di GHG del pianeta attesa nei prossimi anni.
La partecipazione bilanciata tra paesi sviluppati e in via di sviluppo è una conferma dell’interesse globale per l’argomento. Non è però un mistero l’esistenza di pressioni politiche a livello internazionale, contrarie di principio alla realizzazione di uno standard sulla CFP, che potrebbero ostacolarne la pubblicazione.
L’ISO è un organismo tecnico di normazione, deputato a sviluppare documenti di natura volontaria, affidabili e riconosciuti a livello internazionale. I tavoli di negoziazione politica per il cambiamento climatico sono altri ed è fondamentale non confondere i due piani e le loro diverse rispettive finalità.
I progressi alla base del CD2 sono notevoli e supportati dal forte consenso di tutti gli esperti del WG8. Il balloting dei prossimi mesi è, quindi, un segnale importante per comprendere la reale volontà degli Stati membri di arrivare alla pubblicazione di uno standard sulla CFP. Altrimenti bisognerebbe rassegnarsi a continuare ad utilizzare l’attuale specifica tecnica ISO/TS 14067, che associa ai requisiti per la quantificazione della CFP anche quelli per la sua comunicazione.”
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