1 Giugno 2020 - angela.reggi

Per la Festa della Repubblica vedremo mai volare delle frecce tricolori…al plasma?

Domani vedremo come di consueto le nostre frecce tricolori solcare il cielo della capitale, lasciando dietro di loro una scia con i colori della bandiera italiana.
Un rituale legato alla tradizione che è l’occasione per aprire lo sguardo a prospettive future di massima innovazione, capaci forse di rivoluzionare il trasporto aereo.

Si tratta della propulsione al plasma su cui stanno combattendo una sorta di guerra di ricerca gli USA e la Cina, con le due diverse visioni del MIT di Boston e del centro di eccellenza di Wuhan, città nota al mondo come punto di partenza della pandemia del COVID-19.

Il MIT sta percorrendo la strada che sfrutta una sorta di vento ionico, mentre i cinesi stanno lavorando ad una propulsione a getto, simile a quella che si ha negli attuali turbo jet.
Entrambi gli approcci sfruttano il plasma, considerato una sorta di quarto stato della materia, che è un gas ionizzato, costituito da una miscela quasi neutra di elettroni liberi, ioni (atomici o molecolari) e specie neutre interagenti tra loro.

In entrambi i casi non vi sono parti in movimento né, tantomeno, emissioni dirette di CO2, facendo così intravedere per il futuro la possibilità di voli con una carbon footprint molto ridotta.

Piccoli prototipi hanno già effettuato dei voli sperimentali e sembra ora che il volo con aerei al plasma sia ormai solo una questione di tempo.

Per vedere volare davvero le nostre Frecce tricolori al plasma resta però da capire quanto l’Europa sarà in grado di prendere parte a questa nuova sfida tecnologica.

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