21 Marzo 2007 - angela.reggi

Il ruolo delle norme ISO 14064 e ISO 14065 nell’attestazione della riduzione delle emissioni ad effetto serra

La grande attenzione a livello internazionale che stanno riscuotendo i cambiamenti climatici ed i gas ad effetto serra (GHG) che ne sono la causa principale, ha portato anche l’ISO, organismo di normazione internazionale, a pubblicare un proprio standard in materia.

Il filone delle norme ambientali della serie ISO 14000 si arricchisce così della ISO 14064, di recente pubblicazione, e vedrà a breve la realizzazione di una nuova norma denominata ISO 14065.

L’argomento dei GHG ha suscitato fin dall’avvio dei lavori un grande interesse in tutti gli Stati che fanno parte dell’ISO, tanto da portare alla realizzazione dei due standard in tempi veramente brevi per un processo basato sul consenso e che affronta tematiche assolutamente innovative.

In realtà la necessità di sviluppare uno standard volontario sui GHG è emersa proprio all’interno della collaborazione in essere con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ed il successivo Protocollo di Kyoto.

Dopo la fase iniziale i due percorsi hanno assunto una completa indipendenza, pur continuando a mantenere una grande attenzione con quanto si stava realizzando nei reciproci tavoli di lavoro.

La mancata adesione di alcuni importanti Paesi, USA ed Australia in primis, ha reso più complesso il percorso di condivisione degli obiettivi di riduzione planetaria delle emissioni di GHG.

Conseguenza inevitabile per i tavoli di lavoro ISO è stata l’apertura verso altri Programmi di riduzione delle emissioni di GHG, diversi ad esempio dal Protocollo di Kyoto, assumendo in questa sua neutralità rispetto ai Programmi uno degli elementi maggiormente caratterizzanti.

A semplice titolo di esempio si noti che i GHG citati nell’allegato C della ISO 14064, che possono quindi essere considerati in fase di applicazione della norma, non sono solo quelli presenti nel Protocollo di Kyoto, ma tutti quelli che sono ritenuti avere un potenziale di riscaldamento globale (GWP) dal gruppo di scienziati che compongono il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) dell’ONU (tab 1).

Gas

Formula chimica

Potenziale di riscaldamento globale – GWP

Biossido di carbonioMetano

Protossido di azoto

CO2

CH4

N2O

1

21

310

Idrofluorocarburi (HFC)HFC-23

 

HFC-32

HFC-41

HFC-43-10mee

HFC-125

HFC-134

HFC-134a

HFC-143

HFC-143a

HFC-152a

HFC-227ea

HFC-236fa

HFC 245ca

CHF3

CH2F3

CH3F

C5H2F10

C2HF5

C2H2F4  (CHF2CHF2)

C2H2F4  (CH2FCF3)

C2H3F3  (CHF2CH2F)

C2H3F3  (CF3CH3)

C2H4F2  (CH3CHF2)

C3HF7

C3H2F6

C3H3F5

11700

650

150

1300

2800

1000

1300

300

3800

140

2900

6300

560

Idrofluoroeteri (HFE)HFE-7100

 

HFE-7200

C4F9OCH3

C4F9OC2H5

500

100

PerfluorocarburiPerfluorometano (Tetrafluorometano)

 

Perfluoroetano (esafluoroetano)

Perfluoropropano

Perfluorobutano

Perfluorociclobutano

Perfluoropentano

Perfluoroesano

CF4

C2F6

C3F8

C4F10

c-C4F8

C5F12

C6F14

6500

9200

7000

7000

8700

7500

7400

Esafluoro di zolfo

SF6

23900

 

Tab. 1: Elenco dei gas aventi un potenziale di riscaldamento globale (GWP) da parte dell’IPPC (1996)

L’evoluzione degli accordi volontari verso veri e propri sistemi cogenti, come nel caso europeo con il mercato delle emissioni di CO2 (EU ETS), pone invece l’accento sulle possibili sinergie che si possono avere con la normativa volontaria di origine ISO.

UNI, cosciente dell’importanza di uno standard volontario in materia per il mercato italiano, ha anticipato il suo recepimento nazionale come UNI ISO 14064, pur nella sua versione inglese, rimandando ai prossimi mesi la traduzione in italiano.

Lo standard è composto da tre parti che mantengono una loro forte autonomia di contenuti, tanto da poter essere quasi considerati “tre standard in uno”. La scelta di uscire però con un unico documento è un ulteriore dimostrazione della volontà di presentare al mercato nel medesimo momento un set completo di norme sui GHG.

Le tre parti che caratterizzano lo standard sono:

  • Parte 1: Specifica e guida al livello di organizzazione per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione;
  • Parte 2: Specifica e guida, al livello di progetto, per la quantificazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra o dell’aumento della loro rimozione;
  • Parte 3: Specifica e guida per la validazione e la verifica delle asserzioni relative ai gas ad effetto serra.

La prima parte della UNI ISO 14064 è finalizzata ad aiutare le diverse organizzazioni alla realizzazione di un sistema affidabile di quantificazione e formalizzazione delle proprie emissioni di GHG. Qualora tale sistema venga utilizzato per confrontare i valori di emissione rispetto a quelli rilevati negli anni precedenti, potrà consentire di mettere in evidenza anche le eventuali riduzioni che l’organizzazione è stata in grado di attuare nel tempo. Volendo semplificare al massimo la finalità di questa parte dello standard, si potrebbe arrivare a dire che fornisce una lettura statica dei quantitativi delle emissioni, aiutando le organizzazioni a fotografare una situazione in un determinato momento, anche se poi i dati ricavati possono essere utilizzati per un confronto con la “fotografia” degli anni precedenti, per dimostrare i cambiamenti intercorsi.

Diversa è invece la seconda parte che è caratterizzata da una valenza nettamente dinamica. In questo caso viene trattata la realizzazione di progetti di riduzione delle emissioni di GHG, quali possono essere all’interno del Protocollo di Kyoto quelli legati ai Meccanismi di sviluppo pulito (CDM o Clean Development Mechanism) di Implementazione congiunta (JI o Joint Implementation).

Per la UNI ISO 14064 i progetti possono essere sia di riduzione delle emissioni che di aumento della loro rimozione quale quello che si può avere, ad esempio, con i progetti di riforestazione.

La norma descrive quali aspetti debbono essere presi in considerazione per la realizzazione di un progetto affidabile, che possa poi anche essere sottoposto ad una eventuale verifica esterna.

Sono affrontati argomenti quali la descrizione del progetto, l’identificazione delle fonti di emissione di GHG, la determinazione dello scenario di riferimento rispetto al quale confrontare i risultati del progetto stesso e la quantificazione delle emissioni.

La terza parte dello standard è invece finalizzata alle attività di valutazione del corretto utilizzo della parte uno e/o due.

Tipicamente tale attività viene condotta da un ente terzo e consente di arrivare ad una sorta di certificazione dell’asserzione dell’organizzazione. Con tale termine si intende una dichiarazione concreta ed obiettiva con cui l’organizzazione dà evidenza dell’applicazione di una delle due parti dello standard e quindi delle relative emissioni di GHG.

Nel caso della valutazione di conformità rispetto alla parte 1, si parla indistintamente di verifica, mentre per la parte due tale attività presenta una doppia denominazione (fig. 1).

Fig. 1: Relazione esistente tra le tre diverse parti della UNI ISO 14064 (fonte: UNI ISO 14064)

Per i progetti il processo prevede, infatti, una prima previsione ante operam delle riduzioni che si ritiene possibile ottenere e la successiva verifica post operam che quanto preventivato si sia realizzato nei termini ipotizzati.

La prima fase sarà quindi caratterizzata dalla validazione del progetto, per valutare che così come pensato e strutturato abbia la capacità di ridurre le emissioni della quantità dichiarata. La fase finale, e quelle che si possono avere a livello intermedio in fase di realizzazione del progetto, è rappresentata dalla verifica dell’effettiva riduzione delle emissioni avuta con il completamento del progetto.

Proprio alla terza parte della UNI ISO 14064 è collegata la norma ISO 14065 che si prevede possa essere pubblicata entro la prima metà del 2007.

Tale norma fornisce i requisiti per gli Organismi che svolgono attività di validazione e verifica in materia di GHG al fine di un loro accreditamento o di altre forme di riconoscimento.

La ISO 14065 potrà pertanto essere utilizzata anche nei Paesi europei quale percorso di accreditamento relativo alla già citata EU ETS.

L’elemento forse più caratterizzante della norma è quello di prevedere, nel caso di Progetti di riduzione delle emissioni di GHG, lo svolgimento da parte di soggetti diversi della fase di validazione e di quella di verifica, al fine di garantire una maggiore indipendenza del processo complessivo.

La UNI ISO 14064 e la ISO 14065 di prossima pubblicazione rappresentano pertanto degli importanti strumenti nel settore dei GHG, sia per le aziende che già sono tenute a rispettare quanto previsto dalla EU ETS, sia per le aziende che, pur non essendo tenute al rispetto di specifici obblighi di legge, intravedono già oggi le potenzialità di un settore che sarà sicuramente caratterizzato da una forte espansione.

Per tale motivo, UNI ha realizzato uno specifico Gruppo di lavoro e sta producendo un Rapporto tecnico in grado di spiegare i possibili utilizzi di una norma che, insieme alla ben nota UNI EN ISO 14001, rappresenterà uno degli strumenti ambientali volontari di maggiore interesse per il futuro.

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