19 Giugno 2018 - angela.reggi

Uno sguardo all’Italia, con il nuovo Governo e l’incognita “estate”

Riportiamo di seguito l’intervista a Daniele Pernigotti uscita sulla rivista VivereSostenibile Verona&Vicenza (n° 4 (giugno / luglio / agosto 2018)).

Dal cambiamento climatico alla crescente sensibilità ambientale: intervista a Daniele Pernigotti, autore del libro “Con l’acqua alla gola”

L’Italia si appresta ad affrontare un nuovo Governo. Quale sarà la nostra prossima strategia energetica? Come si inserisce il Belpaese nel contesto di un mondo che sta cambiando, sempre più consapevole dell’impatto dell’uomo sul Pianeta e della necessità di fare qualcosa per cambiare rotta?

Ne abbiamo voluto parlare con Daniele Pernigotti, autore del libro “Con l’acqua alla gola”; rappresentante dell’Italia in diversi tavoli tecnici internazionali dove si discute di cambiamenti climatici (norme ISO e UNI); dal 2000 ispettore dell’Ente di accreditamento italiano ACCREDIA e titolare dello studio di consulenza ambientale Aequilibria.

Qual è la situazione dell’Italia in termini di percezione del cambiamento in atto? Secondo te riuscirà a prendere questo treno, sia dal punto di vista politico che normativo?
La percezione sicuramente è aumentata a livello generale: 10 anni fa se parlavi di cambiamento climatico al bar ti guardavano come un pazzo, adesso è un argomento di discussione serio e condiviso dalla maggior parte delle persone. Da questo alle azioni il discorso è diverso. Queste passano dalle scelte personali e dalle scelte politiche. A livello di amministrazioni comunali, si è lavorato molto bene in alcune zone. Anche a livello politico ci sono degli aspetti interessanti: l’ultima strategia energetica nazionale del Governo uscente, ad esempio, ipotizzava un’uscita dal carbone entro il 2025, con un costo di 3-4 miliardi di euro per l’Italia. Potenzialmente è una cosa fattibile ma ci vuole decisione politica. Adesso vediamo i nuovi Governi cosa decideranno di fare.

Negli ultimi anni hai notato l’aumento di una certa sensibilità al rispetto ambientale da parte delle realtà che si rivolgono alla tua azienda?
Il numero è sicuramente crescente ed è già elevato, più di quello che può sembrare. C’è un mondo che si muove, un po’ per scelte interne, un po’ per richieste del mercato. Il problema è trovare gli strumenti da mettere in campo e come valorizzare certe potenzialità. Come Aequilibria abbiamo creato anche un marchio italiano: si chiama Carbon Footprint Italy ed è stato pensato per dare visibilità alle aziende che si impegnano sul tema della CO2. È una cosa che mancava in Italia, ma è presente in molti altri Paesi.

Cosa potremmo consigliare ad aziende e cittadini per ridurre il proprio impatto sull’ambiente, soprattutto in vista della stagione estiva che ci accingiamo ad affrontare?
Credo che il tema dell’energia sia fondamentale: dovrebbe passare il concetto che l’energia non è soltanto un costo. L’energia è un valore, per cui non bisogna passare dalla logica di analizzare quanto si spende in bolletta, ma capire come quell’energia è prodotta e come la consumiamo, in termini di razionalità. Bisogna quindi favorire strumenti e macchinari ad alta efficienza energetica e poi fare attenzione all’uso dell’energia, riconoscendola come risorsa importante.

Restando sul tema estate, cosa ci dobbiamo aspettare per quest’anno, visto che negli ultimi 4-5 anni quasi ogni estate è stata più calda della precedente?
Il trend di incremento delle temperature dal 1970 in poi è stato palese. Negli ultimi 10 anni, soprattutto 5, la cosa è diventata ancora più evidente, perché c’è stato un record dietro l’altro. Dovremmo però uscire dalla logica di inseguire i record, perché se anche quest’anno non sarà il più caldo di sempre, il problema persiste. È questo trend che dev’essere arrestato.  Ad oggi siamo già oltre 1° C di aumento delle temperature medie globali. Gli obiettivi internazionali puntano, ove possibile, ad un aumento massimo di 1,5° C, ma siamo già in una situazione critica. Per poter fare qualcosa, bisogna veramente invertire quanto prima il trend delle emissioni.

(A.R.)

Clicca qui per visualizzare l’intera rivista.

Leggi anche...

9 Settembre 2026

Come la Turchia bilancia decarbonizzazione e sicurezza energetica?

7 Settembre 2026

Carbon Footprint di Prodotto e ISO 14067: impara a quantificare e comunicare l’impronta climatica

2 Settembre 2026

Impact Report 2025: raccontiamo l’impatto di Aequilibria

31 Agosto 2026

Analizzare il rischio greenwashing nella comunicazione ambientale

27 Agosto 2026

ETS 2: scopri requisiti di compliance e impatti sulle strategie aziendali

20 Agosto 2026

Mobilità elettrica e Linee Guida UNECE per l’efficienza sistemica

18 Agosto 2026

Impatti sulla salute del cambiamento climatico: 24 settembre torna “Dialoghi sul Clima”

20 Luglio 2026

Come la Cina sta definendo il quadro di normazione “Dual Carbon”?

16 Luglio 2026

Come decarbonizzare la filiera della moda? Il caso Paris Good Fashion al 107° Tea Corner

1 Luglio 2026

Verso città libere dalla pubblicità fossile: il ruolo dei Comuni e degli standard tecnici.

4 Giugno 2026

Verifica e Validazione delle Emissioni GHG: fondamenti normativi e accreditamento

18 Maggio 2026

Corso Carbon Neutrality: come raggiungerla secondo la ISO 14068

6 Maggio 2026

ETS 2: la nuova scadenza per la Dichiarazione di Verifica è il 30 giugno 2026

30 Aprile 2026

EU ETS e carbon leakage: la tesi vincitrice dell’ultimo bando Tesi per il clima

28 Aprile 2026

Misurare e comunicare l’impatto sociale: perché è importante?

27 Aprile 2026

Santa Marta: la prima Conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili

21 Aprile 2026

Corso CBAM & ETS: dalle regole alla readiness (III edizione)

15 Aprile 2026

ETS nel mondo: la nuova frontiera del carbon pricing globale al 104° Tea Corner

26 Marzo 2026

Corso self-paced sulla Carbon Footprint of Products: come applicare la ISO 14067?

17 Marzo 2026

Corso CBAM: dalle regole alla readiness per la fase definitiva | Mercoledì 1° aprile